giovedì 26 maggio 2011

RUBRICA "L'ALTRA FACCIA": NICOLAS CAGE




Una volta Nicolas Cage era un attore nevrotico. Adattissimo per copioni che prevedevano personaggi al limite della nevrosi, Cage fece della sua faccia a "massimo tre espressioni" una maschera perfetta per una schiera di film sopra le righe. Tra la fine degli anni '80 e metà anni '90, il buon Nicolas si distinse nei vari "Arizona Junior", "Stress da Vampiro","Il Bacio della Morte", "Face Off" fino a prove memorabili come ne "Al di là della vita" e riuscire a vincere perfino un Oscar con la facilissima parte dell'alcolizzato in "Via da Las Vegas"; la sua carta vincente: aver portato all'estremo la lezione di recitazione nevrotica tipica della new Hollywood anni '70, riuscendo a risultare simpatico ad un pubblico sempre dubbioso nei confronti del suo talento. E poi? Niente, è finita l'epoca della psicostenia e Cage si è trovato con una sola faccia: copioni di schifo e va bene così! Negli ultimi dieci anni, Nicolino si è contraddistinto per tre cose: 1) ha chiamato il figliolo Kal-El nome vero di superman 2) essere arrestato per aver alzato la voce in pubblico contro la moglie 3) film di serie Z che non guarda nemmeno mio nonno di novant'anni. Seduti al cinema rimaniamo agghiacciati davanti a trailer di film come "L'APPRENDISTA STREGONE" , "DRIVE ANGRY 3 D", "SEGNALI DAL FUTURO", fino all'orripilante "L'ULTIMO DEI TEMPLARI". Tutti film che sembrano i finti trailer di un drive in ! La domanda è? Nicolas ti senti male? Cosa hai fumato? Cage si avvia verso un declino inesorabile, divenendo parodia della maschera che ha creato. Un pò di spiace, ma forse non a lui che continua a fare soldoni con vere schifezze. Probabilmente la sua carriera non si risolleverà più, ma chiediamo umilmente di risparmiarci certe pellicole e certi sperperi di soldi per "opere" che rubano finanziamenti ad un cinema americano che potrebbe produrre di meglio. Utopia, forse Cage in realtà è un simbolo dell'imbarbarimento e l'impoverimento del lavoro dell'attore e dell'arte di fare cinema. Consigliamo la pensione anticipata.

Alberto Luschi

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