mercoledì 10 marzo 2010

SHUTTER ISLAND




Titolo originale: Shutter Island

Nazione: U.S.A.

Anno: 2009

Genere: Thriller, Drammatico

Durata: 138'

Regia: Martin Scorsese

Sito ufficiale: www.shutterisland.com

Cast: Leonardo DiCaprio, Mark Ruffalo, Ben Kingsley, Emily Mortimer, Michelle Williams, Patricia Clarkson, Max von Sydow, Jackie Earle Haley, Elias Koteas, Ted Levine

Produzione: Phoenix Pictures, Paramount Pictures, Hollywood Gang Productions

Distribuzione: Medusa

Data di uscita: 05 Marzo 2010 (cinema)

TRAMA:  NON VA MAI SVELATA

RECENSIONE:

Torna alla regia, dopo l'Oscar per "The Departed" e la parentesi documentaristica sui Rolling Stones, il grande maestro Martin Scorsese e lo fa con un film raffinato e spiazzante. Chiamato ad indagare sulla misteriosa scomparsa di una pericolosa paziente di uno ospedale psichiatrico arroccato su di un isola bunker, l'agente interpretato da Leonardo Di Caprio si avventurerà in un labirinto di follia e di oscure trame della mente: questa la sintesi, senza rivelare troppo, di un film dai quadrupli giochi e dalle atmosfere pulp - gotiche. Ammetto candidamente che avevo intuito l'evolversi della storia sin dai primi minuti (la conoscenza del cinema delle volte mi è nemica), ma riconosco che la trama in se, il suo dipanarsi verso canoni già affrontati in altre pellicole non è ne limitante nè il principale obiettivo di Scorsese. Un presto, tutt'al più, per girare un raffinato gioiello omaggiante i grandi classici degli anni quaranta. Agli spettatori attenti non sfuggirà il fatto che la pellicola sembra uscire dalle ombre di un cinema che non esiste più, un intreccio narrativo complesso che mette alla prova spettatori e attori: "Shutter Island" poteva, in tempi passati, essere diretto tranquillamente da Howard Hawks e Di Caprio copre, superbamente come pochi altri, un ruolo che sarebbe calzato a penello al mtico Humprey Bogart!

                                                           
A Scorsese non interessa se chi guarda sospetti il deja vù, gli interessa i labirinti della mente, la violenza e il dolore che si annida dentro ognuno di noi. Shutter Island è in primis una terrificante scoperta dell'Io scuro che si cela dietro ogni uomo. Di Caprio cerca la strada della verità sotto una legge morale che si rivela, con lo scorrere del tempo, labile come i fiammiferi che continuamente accende in cerca di una "luce" introvabile. Una luce scossa continuamente dall'oscurità e da una tormenta esterna/interna che manovra con la violenza tutti i fili di uomini perduti. Tutti viviamo e rischiamo di perderci nella nostra personale Shutter Island: in cima alla scala a chiocciola della nostra mente il buio ci aspetta sempre. Scorsese ce lo ricorda costantemente con una delle sue regie pù eleganti e rafinate, con una potenza visiva rara in quest'epoca di autori sterili coaudiovata dall'incredibile fotografia di Robert Richardson, dalle scenografia di Dante Ferretti e dalle musiche di Robbie Robertson. Molto vicino alle atmosfere allucinatorie di Cape Fear, Shutter Island rivela tutta la sua forza non nel prevedibile finale, ma nel sottofinale dove ognuno dovrà fare i conti con la propria morale. In sinstesi, un film più di atmosfere della mente che di coerenze, certo non un capolavoro ma un bellissimo Scorsese e soprattutt un tuffo nel passato, in quei film che ci facevano sognare e riflettere.

Alberto Luschi




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