mercoledì 10 marzo 2010

Invictus - L'Invincibile

di Daniele Mainardi


Scheda
regia di Clint Eastwood
sceneggiatura di Anthony Peckham
basato su un romanzo di John Carlin "Playing the Enemy: Nelson Mandela and the Game that Made a Nation"
cast
Morgan Freeman ... Nelson Mandela
Matt Damon ... François Pienaar
Tony Kgoroge ... Jason Tshabalala
Patrick Mofokeng ... Linga Moonsamy
Matt Stern ... Hendrick Booyens

musica di Kyle Eastwood e Michael Stevens
fotografia di Tom Stern
montaggio di Joel Cox e Gary Roach
casting di Fiona Weir
scenografia di James J. Murakami
direzione artistica di Tom Hannam e Jonathan Hely-Hutchinson
costumi di Deborah Hopper e Daryl Matthee

titolo originale Invictus
ratings Kids+13
durata 134 min.
produzione USA 2009
distribuzione Warner Bros Italia

Recensione
A recensire sempre i film di Clint Eastwood rischio di essere ripetitivo. Purtroppo però sono costretto a farlo.
"Invictus" - che letteralmente significa imbattibile - è un appellativo che vale tanto per Mandela e il Sudafrica, quanto per il regista, che non sbaglia mai un colpo. Alla faccia dei suoi 80 anni che giustificherebbero una pensione più che meritata, Clint sforna uno dopo l'altro eccellenti film.
Va detto che "Invictus" non arriva ai livelli dei film precedenti: non è commovente come "Million Dollar Baby", nè stilisticamente perfetto come "Gran Torino", ma è comunque una gran bella opera.

Il film narra il percorso di pacificazione del Sudafrica grazie all'avvento di Mandela, divenuto Presidente nel 1994 dopo 27 anni di prigionia, e attraverso l'organizzazione dei Mondiali di rugby del 1995, che diedero risalto al lavoro fatto dal premio nobel per la pace. Compresa l'importanza simbolica dello sport nazionale, Mandela infatti si contrappose ai propositi di disfacimento degli Springbroks - la squadra di rugby del Sudafrica, frutto della politica dell'apartheid - e assieme al capitano Pienaar, pose come obiettivo apparentemente utopico la vittoria ai mondiali.
Tranquilli, non voglio svelare niente più della trama, anche perchè per sapere come va a finire la storia è sufficiente avere una minima conoscenza sportiva.
Il perdono - tematica centrale affrontata dal film di Eastwood - e la redenzione di un intero popolo, passano qua attraverso l'impegno del politico volto alla riappacificazione tra bianchi e neri in un paese segnato da decenni di crudeltà e sopraffazioni di una parte nei confronti dell'altra.
Il film traccia un'immagine Mandela più come un guru del popolo che come politico, un modenrno Gandhi che riesce a raggiungere i suoi obiettivi non tanto (o non solo) per le sue capacità a governare, quanto ad una sorta di ispirazione magica che lo circonda. La regia di Eastwood riesce a riconsegnarci un ritratto di coinvolgente amore per il prossimo, di speranza nel futuro e nella capacità dell'essere umano di renderlo migliore, ma segnato però da una venata aurea di malinconia per ciò che si è perso. In tutto questo una nota di merito va assegnata a Morgan Freeman, mostro sacro che anche stavolta ci degna di un'interpretazione magistrale, e che sembra essere "più Mandela del vero Mandela".
Accanto alla figura trascendentale del Madiba ruotano due figure fondamentali. La prima è quella del capitano della nazionale di rugby Pienaar, a cui dà il volto un Matt Damon talvolta un pò impacciato (ma il ruolo è quello) ma che comunque riesce a reggere - almeno in parte - al confronto col protagonista.
L'altra figura importante è quella della popolazione del Sudafrica. Forse il regista sarà stato un pò troppo retorico e filmicamente forzato nel dare un messaggio positivo, ma senz'altro riesce ad ottenere l'effetto sperato. Un film che mette a confronto due parti opposte di uno stesso paese non è certo una novità. Tuttavia la storia è in grado di coinvolgere lo spettatore attraverso pochi dettagli e scene tanto semplici quanto profonde - come la prima, in cui Mandela, appena uscito di carcere, percorre una strada divisa tra bianchi e neri - e che ci accompagnano nel percorso di trasformazione di una popolazione che si esalta per i successi della propria nazionale e che si ritrova alla fine del mondiale più unita e più vicina all'idea di nazione arcobaleno tanto ricercata dal presidente.
Un film tanto coinvolgente che alla fine già il solo sentire l'inno del Sudafrica fa venire i brividi, e che indica nella filosofia sportiva un linguaggio universale che è in grado di riunire uno accanto all'altro anche coloro che per troppo tempo sono stati divisi.
Daniele Mainardi

Trailer



Links
sito ufficiale invictusmovie.warnerbros.com
pagina database internazionale http://www.imdb.com/title/tt1057500/
pagina database italiano http://www.mymovies.it/film/2009/invictus/

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