mercoledì 10 marzo 2010

THE HURT LOCKER


Titolo originale: The Hurt Locker


Nazione: U.S.A.

Anno: 2008

Genere: Drammatico, Thriller

Durata: 127'

Regia: Kathryn Bigelow

Sito italiano: www.videa-cde.it/thehurtlocker

Cast: Ralph Fiennes, Guy Pearce, David Morse, Jeremy Renner, Christian Camargo, Brian Geraghty, Sam Redford, Kate Mines

Produzione: First Light Production, Kingsgate Films

Distribuzione: Videa CDE, Warner Bros. Pictures

Data di uscita: Venezia 2008

10 Ottobre 2008 (cinema)

6 Oscar 2010 (miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura, miglior suono, miglior missaggio suono, miglior montagio)


TRAMA: NON VA MAI SVELATA

RECENSIONE:

"The Hurt Locker" è un film choc, soprattutto in conseguenza degli Oscar. "The Hurt Locker" è un filmetto, e ce ne dispiace soprattutto per la sua grande regista Kathryn Bigelow. Mai mi sarei aspettato tanti Oscar per un film così povero di contenuti, e adesso ne comprendo i motivi perchè così poche persone lo abbiano visto. Partendo dall'idea originale di filmare uomini che in Irak rischiano la vita disinnescando bombe anti uomo, il fil inizia con vigore e buona dose adrenalinica per poi volgersi verso la noia e la ripetitività di sequenze già viste in mille altri film. Scandalizza l'Oscar alla sceneggiatura per uno script che sciorina personaggi stereotipati e privi di introspezione psicologica: il "drogato" di adrenalina che fa il pazzo, il soldato che cerca di mantenere il fragile equilibrio, il soldatino che subisce i drammi psicologici di una guerra senza senso.





E che dire del prvedibile e stancante finale, dove l'ultima mezz'ora priva di idee incespica in un improbabile parentesi da film spionistico per poi tornare su binari retorici. La stessa regia della Biegelow, interessante e con sprazzi visivi d'effetto nei primi venti minuti con uomini palombari alieni in un mondo alieno, si perde in una camera costantemente a mano che non da certo il senso della fragilità della messinscena, ma anzi accentua la stanchezza verso una pellicola sopravvalutata.  6 immeritati Oscar ad un film che ha senza dubbio conquistato l'Academy con un voto politico e consolatorio, come lo era stato l'anno precedente il deludente "The Milionaire". Se proprio si doveva premiare un film di guerra o di critica ad essa, l'Academy si era già fatta scappare l'occasione con "Black Hawk Down" e il geniale "Jarehad" dove la guerra era frustrazione del non sparare nemmeno un colpo.
Un occasione mancata, un passo indietro all'interessante filmografia di questa splendida regista: "Point Break", forse troppo film d'azione per meritare un Oscar, al confronto di questo "The Hurt Locker" era un capolavoro. Saràper la prossima, con la speranza che l'Academy Awards torni a premiare l'Arte e non la politica. 



Alberto Luschi



































                                                         

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