lunedì 15 marzo 2010

Alice in Wonderland

di Alberto Luschi


Scheda
Regia di Tim Burton
Sceneggiatura di Linda Woolverton (sceneggiatura)
Tratto dal libo di Lewis Carroll

Cast
Mia Wasikowska ... Alice
Johnny Depp ... Mad Hatter
Helena Bonham Carter ... Red Queen
Anne Hathaway ... White Queen
Crispin Glover ... Stayne – Knave of Hearts
Matt Lucas ... Tweedledee / Tweedledum

Musiche originali di Danny Elfman
Fotografia di Dariusz Wolski

Montaggio di Chris Lebenzon
Responsabile casting Susie Figgis
Scenografie di Robert Stromberg
Architetto-scenografo Tim Browning, Todd Cherniawsky, Stefan Dechant, Andrew L. Jones, Mike Stassi e Christina Ann Wilson
Arredatore Karen O'Hara e Peter Young
Costumi di Colleen Atwood

Durata 108 min.
Produzione USA 2010
Distribuzione Walt Disney
Data di uscita Mercoledì 3 Marzo 2010
Colore Colore
Aspect Ratio 1,85:1
Sonoro DTS, Dolby Digital, SDDS
Divieti USA:PG


Trama

Non va mai svelata
Recensione
Tagliamo subito la testa al film, per dirla alla Regina Rossa: Alice in Wonderland, ultima fatica di Tim Burton, non è il capolavoro che tutti aspettavano! Anzi, è ben lungi addirittura dal miglior Burton che conosciamo e amiamo. Intendiamoci è comunque un buon film, ma nel complesso un passo indietro nella carriera del geniale regista. Carriera che comincia a dare segni di sgretolamento da alcune pellicole precedenti,ma andiamo con ordine nell'analisi. Burton sostiene di non aver mai amato particolarmente le storie di Alice, ma al tempo stesso racconta di aver nutrito curiosità verso un'opera che da oltre un secolo affascina intere generazioni.
Con tale intento, del quale dubitiamo ad onor del vero, sembra si sia mosso nel dare un organico a racconti frammentati, anche in riferimento al precedente cartone disneyano (notare che qui produce la Disney). Di fatto il principale pregio di questo "Alice" risiede proprio nel coraggio del regista nell'affrontare un'opera ostica e di cercare di dargli una forma lineare ed una coerenza narrativa ad una follia apparentemente confusionaria. Purtroppo la pellicola vacilla in prims in questo tentativo: l'opera di Carrol era una follia lucida e organizzata e la forza risiedeva proprio in queste peculiarità. Burton, invece, ne smorza la follia creando un ibrido incompiuto con lacune di sceneggiatura (il rapporto negativo tra le sorelle regina bianca e regina rossa viene affrontato molto superficialmente). Aperto da un inizio macchinoso e forzato, il film procede a sussulti, complice anche una Mia "Alice" Wasikowska spenta e poco carismatica. I momenti migliori, non a caso, nascono dalla genialità degli interpreti "cattivi" ( su tutti un'eccelsa Bonham Carter) e da un Johnny Depp semplicemente fanatstico. Burton dal canto suo cerca di sollevare il film grazie alla sua proverbiale visionarietà, ma resta intrappolato da troppi effetti digitali che stancano lo spetattore creando un'atmosfera si elegante e colorata, ma certamente fredda: paradossalmente l'effetto meno disturbante è proprio il 3 D ! La trama comunque regge, seppur frammentaria, verso una meta vista altre volte (il finale in "sottomondo" ricorda il primo episodio delle "Cronache di Narnia"). In attesa di una poesia costantemente sfiorata, il regista ci lascia senza parole con uno dei finali più conformisti, consolatori e brutti della sua carriera. Resta una strana sensazione di soddisfazione appagata a metà.
Ci domandiamo come mai Tim Burton abbia perso un pò di smalto, accentuato da una produzione di pellicole non pù originali ma bisognose di attingere ad opere altrui (il Pianeta delle Scimmie, Willie Wonka e ora Alice in Wonderland). Un film, dunque, buono ma incompleto, a tratti coinvolgente ma nel complesso incapace ad attirare una seconda visione ed entrare di diritto nella storia del cinema. Rivogliamo il "vecchio" Tim, quello che ci faceva sognare con un paio di forbici e degli effetti di "cartapesta" (il nostro Roberto al cinema a colto nel segno): forse un cinema più antico, ma forse più poetico.
Per concludere, però, riconosciamo un merito a questo "Alice in Wonderland": il desiderio di rileggere l'opera di Carroll e l'aver messo in evidenza,quasi sessant'anni dopo, il genio assoluto di Walt Disney: l' "Alice" cartoon resta un opera inarrivabile di meraviglia visiva e folle poesia!

Alberto Luschi


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